Da qualche anno un nuovo tipo di bombole del gas è entrato nel mondo del campeggio: parliamo delle bombole in vetroresina.

Più leggere rispetto alle classiche in ferro, con la possibilità di vedere il livello del gas (da non trascurare, perché, come tutti i camperisti hanno provato sulla loro pelle, le bombole del gas finiscono SEMPRE di notte), ma con caparre più costose. Quali le differenze con le bombole in ferro?

Le risposte in queste FAQ:

  • Il gas contenuto nelle bombole in vetroresina è uguale come qualità e come prestazioni a quello nelle bombole metalliche?

Spesso c’è confusione a questo riguardo. Di fatto, la differenza non c’è, almeno non in base al tipo di bombola. La sigla GPL sta per Gas di Petrolio Liquefatti , vale a dire tutte le miscele anche se di tipo diverso. Ci sono due tipologie di gas utilizzati nelle bombole del gas: uno è chiamato propano commerciale e uno è chiamato miscela. Nelle bombole del gas ad uso camper c’è, anzi ci deve essere il propano commerciale, indipendentemente dal tipo di bombola, vetroresina o ferro. Il contenitore cambia, il contenuto no. Il propano commerciale è un prodotto che può essere conservato fino a -40°C. I problemi si presentano se la bombola, in ferro o vetroresina, viene riempita in modo abusivo, a volte con il propano cittadino, non adatto alle bombole del gas perché diverso da quello commerciale e dalla miscela. La miscela viene utilizzata solo nelle bombole per uso domestico; nelle bombole ad uso campeggio o esterno, quindi per uso professionale ed in condizioni di basse temperature, deve essere usato il propano commerciale.

  • I filtri gas (tipo Truma) sono necessari o consigliabili anche con le bombole in vetroresina?

Né più né meno che per le bombole in ferro. Tutte le bombole devono essere collaudate ogni 10 anni, per legge. E, sempre per legge, devono stare in posizione verticale. Se si prende una bombola in ferro e si inizia a muoverla, o a ribaltarla, le impurità che si sedimentano sul fondo perché non gassificano tornano su. Il mercaptano, ad esempio, è quella sostanza che si aggiunge al gas per dare odore in caso di fuga: è una sostanza con una densità maggiore rispetto al gas, che non gassifica e che si deposita sul fondo della bombola. Se la bombola è conservata in verticale, non succede nulla perché le impurità restano sul fondo, se invece la bombola viene agitata, le impurità salgono, e se finiscono nel circuito del gas il danno è praticamente assicurato.

  • Le bombole in vetroresina sono dichiarate come più sicure contro il rischio di esplosione: che test sono stati effettuati per garantirne la sicurezza? È impossibile che esplodano o quali sono le condizioni in cui anche questo tipo di bombole esplode?

La normativa T-PED stabilisce i requisiti che le bombole devono soddisfare, tanto le bombole in ferro quanto quelle in vetroresina; tutte le bombole devono resistere a 30 bar (pressione di molto superiore a quella con cui vengono caricate le bombole normalmente).

La legge vieta di riempire una bombola presso i distributori perché non sono provvisti degli strumenti necessari a stabilire quanto GPL è stato messo nella bombola e potrebbe quindi esserne messa una quantità eccessiva, creando una pressione superiore a quella per cui la bombola è stata progettata e testata.

In caso di incendio, mettendo a confronto una bombola in metallo e una in materiale composito (o vetroresina), la bombola in vetroresina non esplode, mentre la bombola in metallo, con le alte temperature, si scalda ed esplode; quella in vetroresina ha un liner che ad una certa temperatura fonde, lasciando uscire lentamente ed in modo graduale il gas all’interno. In poche parole: può alimentare l’incendio ma non può esplodere.

In caso di incidente stradale, con urto, le due tipologie di bombole sono paragonabili.

  • Quanto pesano le bombole in ferro e in vetroresina a vuoto?

Bombole nuove in ferro: 10 kg
Bombola in composito: 5 kg

Nonostante la rete di distribuzione delle bombole in vetroresina sia in costante e continuo ampliamento, attualmente questo tipo di bombole è di difficile reperimento al centro e sud Italia.

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