Passo San Bernardino con camper aspirato… Volete sapere se potete cimentarvi in questa avventura se vi trovate nel cantone Svizzero dei Grigioni e volete ritornare in Italia? Federico e il suo fido Igor l’hanno provato per voi 🙂

Volenti o nolenti quasi tutti i camperisti che frequentano la Germania si sono imbattuti nel passo del San Bernardino un valico alpino situato nel cantone dei Grigioni in Svizzera. Si tratta di un valico di oltre 2000 metri, un gigantesco bestione fatto di roccia con tornanti da togliere il fiato.

Immaginate di percorrerlo al buio, con pioggia e nebbia con un camper Ford aspirato degli anni ‘90 che ha la tenuta di strada pari a quella di un carrello della spesa. Immaginate anche che siete consapevoli che sotto terra c’è una comoda galleria che vi avrebbe fatto evitare quella “sofferenza”, però in un impeto di eroismo vi siete detti “Ok, facciamo anche questa cosa”.

Detto questo… arrivando dalla Germania, l’ascesa inizia in maniera molto dolce. Il mio vecchio Igor sale allegro e spensierato, qualche scalata di marcia ma “niente di serio”. Con un occhio alla temperatura del motore controllo che rimanga nella norma, primo benzinaio a circa 30 Km ma il livello del gasolio nel serbatoio è quasi colmo, quindi nessuna preoccupazione.

Dopo le prime 3 gallerie inizia la salita vera e propria, e la pioggia inizia a scendere fine. Avete presente quella pioggerella fine che rompe le scatole e che ti entra anche nelle ossa? Poi sposti lo sguardo avanti e vedi la nebbia che ti guarda come se stesse ad aspettarti… ma ormai ci sei dentro fino ai denti e quindi che fai? SALI…

Il mio vecchio Igor inizia a sentire la fatica e a fumare peggio della nebbia, il buio comincia a calare (e io che alle 22 pensavo di essere a Chiasso in dogana). Dopo circa 20km la strada inizia a stringersi e le poche macchine che fino a poco prima avevo incrociato spariscono del tutto. Sono quei momenti in cui ti trovi solo in mezzo al nulla e pensi “Se il mio ferro mi molla qua… col carro attrezzi è lunga!” Un ulteriore sguardo va al termometro del motore che fortunatamente rientra nei limiti, accendo l’ennesima sigaretta e tiro avanti.

Dopo una manciata di minuti sorpasso un vecchio motorhome fermo con il carroattrezzi (molto rassicurante). La salita è sempre più ripida e comincio a scalare le marce sempre più frequentemente: prima… seconda… terza… seconda… terza… e via, con la speranza di non sbagliare, perché se il cambio di un vecchio Ford sente in te il tarlo del dubbio, sappiate che vi pianta in terza e non c’è imprecazione che tenga.

Dopo circa un’ora raggiungiamo la cima del passo a 2066 metri di altitudine. Lì sopra ci sono parcheggi per camper stupendi, con una vista da togliere il fiato, credo che valga la pena fermarsi a dormire li qualche volta, per godersi l’alba e un laghetto alpino situato in cima che deve essere uno spettacolo da vedere durante il giorno.

Esatto, durante il giorno… perché invece ora, siamo in mezzo alla nebbia più fitta mai vista.

Qualche km di pace in piano, prima di iniziare la discesa, formata da ponti altissimi e fantastici tornanti (devo dire che sono molto larghi e comodi anche per le caravan).

Ecco… a vedere la discesa e quelle rampe viene voglia di fermarsi a fare la nanna in uno dei suddetti parcheggi per rimandare il pensiero di come fare a scendere il giorno dopo (ricordo che siamo a bordo di un carrello della spesa e non di un camper ultima generazione).

Faccio un bel respiro e mi butto… siamo sopravvissuti. La discesa nel complesso l’ho affrontata col freno motore e sporadicamente frenando (per evitare il surriscaldamento dei freni) e mi è capitato di usare un po’ il freno a mano (sempre con molto amore).

Insomma… anche questa volta il mio vecchio Igor non mi ha deluso. Dopo un viaggio di 600 km senza fermarsi ha affrontato un passo così infimo e poi via diretto fino a casa!

Un consiglio che mi sento di dare ai camperisti “vecchia scuola” è quello di affrontare il passo del San Bernardino con molta calma (soprattutto le discese) senza avere fretta (perché la fretta è cattiva consigliera). Piuttosto fermatevi a bordo strada per far prendere fiato al vostro vecchio qualora decidesse di aumentare la temperatura del motore visto che il San Bernardino in salita ha dei tratti abbastanza ripidi e impegnativi.

Vi piacciono le avventure di Federico e Igor? Leggete gli altri articoli Federico Proserpio

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