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Molti camperisti che si recano a passare le vacanze in Francia decidono di passare per la Valle di Susa. L’obiettivo è risalire il Passo del Moncenisio o del Monginevro per godere del bellissimo panorama circostante e per risparmiare sul costo dei trafori che collegano le due nazioni. Passare dalla Valle di Susa è un toccasana sia per la bellezza del posto sia per iniziare una vacanza itinerante in cui ogni punto raggiunto può diventare una bellissima scoperta.

La valle di Susa è stata sin dai tempi antichi un punto di collegamento tra l’Italia e il paese d’oltralpe. Nel medioevo era una tappa obbligata per mercanti, nobili, eserciti, uomini di Chiesa e pellegrini che volevano raggiungere il cuore della cristianità a Roma o che volevano percorrere il cammino di Santiago de Compostela.

Questo afflusso continuo di persone dalle culture e dai pensieri diversi lungo quella che veniva chiamata la “Via Francigena” creò una circolazione di idee e un continuo scambio di conoscenze che portarono allo sviluppo di una florida vivacità culturale fortemente europeista. Fu in quel contesto storico che si vide la nascita di monasteri come la Sacra di San Michele o l’Abbazia di Novalesa ma anche di luoghi di culto minori a livello locale.

Lungo la Via Francigena nacquero locande, alberghi, castelli fortificati, palazzi e caseforti che sono ancora oggi, in parte visibili e che testimoniano la grande importanza economica e commerciale che la vallata ebbe in passato.

Ancora oggi molti percorrono la Via Francigena e se vi trovate in Valle di Susa, vi troverete a scoprire arte, natura, cultura, enogastronomia e tradizioni che rispecchiano l’identità del territorio. Sono ben 170 i chilometri percorribili, a partire dal Moncenisio o dal Monginevro fino a giungere alle porte di Torino, che vi faranno conoscere il vero spirito di questa terra e vi allieteranno lo spirito, la mente e il corpo.

Approfondimento sulla nascita della Via Francigena: A partire dall’alto medioevo, lungo l’Europa si svilupparono una serie di vie percorse dai pellegrini con lo scopo di raggiungere i principali luoghi santi: Santiago di Compostela, Gerusalemme e Roma. Nel 990 l’arcivescovo di Canterbury Sigerico si recò a Roma per ricevere direttamente dalle mani del papa il pallio, simbolo della dignità arcivescovile. Lungo il viaggio di ritorno annotò minuziosamente le 79 tappe che percorse da Roma sino a giungere a Calais, dove si imbarcò per tornare nuovamente in Inghilterra. Quel diario e quel percorso divennero famosi come “l’Itinerario di Sigerico” oggi conosciuto come Via Francigena.

Sono cinque i percorsi che si snodano lungo la Valle di Susa e che vi invitiamo a scoprire:

Percorso 1 dal Colle del Moncenisio a Susa

Lasciato il lago del Moncenisio alle spalle si imbocca la secolare Strada Reale, mulattiera che conduce al borgo alpino di Moncensio. Si procede quindi verso Novalesa in cui prende sopravvento il paesaggio boschivo della Val Cenischia dove si trovano gorge e cascate dell’omonimo torrente. Si percorre la strada Maestra, nella quale si incontrano tratti del passato, dagli affreschi degli stemmi araldici sulle antiche locande, la Parrocchiale di Santo Stefano, e i musei di Arte religiosa Alpina e quello Etnografico di Vita Montana. Si raggiunge l’Abbazia di Novalesa, una delle più antiche fondazioni monastiche benedettine dell’arco alpino (726 d.c.). Il cammino prosegue fino a Venaus, dove si trova la neogotica Parrochiale di San Biagio. Tramite una strada secondaria delimitata da muretti a secco che attraversa prati e vigne si giunge a Mompantero, in cui si trova il Santuario della Madonna del Rocciamelone situato nei pressi dell’antica mulattiera che conduce alla vetta sacra della Valle di Susa, venerata sin dall’epoca celtica. Una strada secondaria conduce in località Passeggeri,  e infine a Susa, città ricca di testimonianze romane e medioevali.

Abbazia di Novalesa

Percorso 2 dal Colle del Monginevro a Susa

Partendo dal Colle del Monginevro, storico valico dalla Francia all’Italia, si entra in Valle di Susa attraversando Claviere, centro turistico sciistico della Vialattea. Il sentiero percorre le suggestive Gole di San Gervasio sino a Cesana Torinese. Attraversando il borgo fino alla parrocchiale di San Giovanni Battista, si prosegue su una strada sterrata fino a raggiungere le frazioni di Mollieres e Solomiac e infine l’abitato di Oulx, in passato una delle sedi principali degli Escartons, forma autonoma amministrativa del territorio concessa dal re di Francia come risarcimento dei danni subiti per il passaggio degli eserciti. L’itinerario prosegue su strade asfaltate sino a giungere alla deviazione per Salbertrand, sede del Parco Naturale del Gran Bosco e dell’Ecomuseo Colombiano Romean. Si raggiunge in seguite Exilles, borgo con architettura alpina in pietra e legno dominato dal Forte del XII secolo. Attraversata la Dora Riparia si raggiunge Chiomonte, in passato residenza estiva del Vescovo di Pinerolo. Il centro storico è un gioiello di porticati, vicoli, cortili e antichi palazzi nobiliari. Si prosegue il cammino costeggiando la strada statale e ci si inoltra poi lungo strade bianche, sentieri, boschi e prati verso la gola delle Gorge della Dora. Attraversato il territorio di Gravere si entra infine a Susa attraverso l’Arco di Augusto e fiancheggiando i resti dell’acquedotto romano.

Forte di Exilles

Percorso 3 da Susa a Chiusa San Michele

Partendo dalla stazione ferroviaria di Susa si procede verso la frazione di Urbiano, la frazione di Mompantero, antico insediamento testimoniato dalla presenza di resti di un acquedotto romano. Si prosegue fino a raggiungere le prime abitazioni di Foresto in cui nella Cappella della Madonna delle Grazie si trova un ciclo affrescato sulla vita della Vergine risalente a metà del XV° secolo. Breve deviazione nella Riserva Naturale dell’Orrido di Foresto, gorgia scavata dal passaggio dell’acqua millenario e infine, dopo aver superato la sede del Parco Orosiera Rocciavrè, si giunge al borgo medioevale di Bussoleno. Un percorso su strada sterrata tra campi e vigneti porta poi a San Giorio di Susa, ove è presente un castello medioevale adagiato sulla collina. Molte le tracce del suo ruolo di via di transito, tra cui la Cappella di San Sebastiano e la Parrocchiale di San Giorgio, la casaforte, la Garitta. Presso la Cappella di San Lorenzo del 1328 sono presenti pregevoli affreschi. Lasciato l’abitato una strada sterrata giunge nella zona del Malpasso che la tradizione evoca come luogo abitato dai briganti che assalivano i viandanti. Si arriva infine, dopo aver attraversato la borgata Pianverso, a Villar Fiocchiardo dove si trova la Parrocchiale di Santa Maria Assunta. Si segue poi l’antica Strada di Francia fino a Sant’Antonio di Susa in cui si trova la Parrocchiale di Sant’Antonio martire, una delle chiese più antiche della valle. Si arriva poi a Vaie, paese noto per la produzione del canestrello, biscotto tipico fragrante. Dove un percorso archeologico naturalistico conduce al Santuario di San Pancrazio e al Museo di Archeologia sperimentale. L’antica Strada di Francia porta poi a Chiusa San Michele il cui nome deriva dai resti delle Chiuse Longobarde, e che è dominato dalla Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte, raggiungibile in un paio di ore percorrendo l’antica mulattiera tra boschi e campi.

Sacra di San Michele

Percorso 4 da Sant’Ambrogio di Torino a Rivoli

Partendo dal borgo medioevale di Sant’Ambrogio di Torino si raggiunge il Museo del Dinamitificio Nobel, esempio di architettura industriale di inizio Novecento. Superatolo il percorso porta al centro storico medioevale di Avigliana, caratterizzato dalla Piazza Conte Rosso con il suo antico pozzo, gli edifici in cotto e sovrastata dai resti del Castello arduinico. Il cammino prosegue tra i vicoli medioevali del centro storico sino a raggiungere dopo aver raggiungo Piazza del Popolo e Corso dei Laghi, la frazione Ferriera di Buttigliera Alta e la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, complesso ospedaliero sorto a partire dal 1188 e che si dedicava all’assistenza dei pellegrini sulla Via Francigena. Il cammino prosegue verso Rosta poi la strada costeggia una zona ricca di campi, boschi e zone residenziali fino al nucleo più antico di Rivoli le cui origini romane sono testimoniate dai reperti lungo la Via ad Galliam. Molte le testimonianze del ricco passato: la Casa del Conte Verde, gioiello trecentesco dimora di Amedeo VI di Savoia, la Chiesa di Santa Croce, risalente al seicento, Palazzo Piozzo Rosignano, costruito nel 1788 e la Torre della Filanda vestigia dell’architettura medioevale. La Via Francigena prosegue infine in direzione di Collegno fino a giungere alla porte di Torino.

Precettoria di Ranverso

Percorso 5 da Bussoleno a Alpignano

Il cammino francigeno parte da Bussoleno costeggiando la linea ferroviaria sino a raggiungere la frazione di Grangia di Chianocco. Situato all’imbocco della Riserva dell’Orrido di Chianocco, il paese è composto da varie frazioni il cui cuore più antico è Campoasciutto, caratterizzato dalla presenza di un castello e dalla Parrocchiale di San Pietro Apostolo. Si prosegue verso Vindolere e attraversando poi una zona ricca di coltivazioni, boschi e vigneti si giunge poi a Bruzolo, passando accanto ad una antica fucina idraulica. Tra gli edifici degni di nota la Parrocchiale di San Giovanni Evangelista e il Castello trasformato nel corso del tempo in residenza signorile delle famiglie fedeli alla corte sabauda. Attraversato l’abitato si continua entrando nel comune di San Didiero, il cui nucleo più antico sorge attorno alle mura merlate del massiccio della casaforte. Il percorso prosegue verso Borgone Susa, dove, nel centro del paese si trova il seicentesco Palazzo Montabone. Passata la Parrocchiale di San Nicola di Bari la strada porta al Ponte di Sant’Antonino e a San Valeriano con l’omonima cappella romanica. Costeggiando un tratto di pista ciclabile, e una strada sterrata in seguito si giunge fino a Condove, uno tra i centri più grandi della valle. La strada carrozzabile arriva in seguito a Caprie il cui nome deriva dal monte Caprasio nel quale vi si trova la grotta eremitica di San Giovanni Vincenzo, fondatore della Sacra di San Michele. Procedendo lungo una pista ciclabile si giunge alla frazione di Novaretto con l’ottocentesca Parrocchiale di SS. Rocco e Sebastiano. Proseguendo, la strada diventa sterrata e costeggia la Collina della Seja fino a raggiungere la frazione Torre del Colle di Villar Dora, costruita nel 1289 per iniziativa di Amedeo V di Savoia con lo scopo di difendere l’attraversamento della Dora Riparia. Il percorso prosegue in discesa giungendo ad una via secondaria che porta al centro storico del paese in cui si trova il maestoso Castello Provana. Da segnalare anche la presenza del Museo della preistoria della Dora Riparia. Si prosegue arrivando ad Almese, insediamento di epoca romana testimoniato dalla presenza dei resti di una Villa tra le più importanti dell’edilizia residenziale latina in Piemonte. Si segue la ciclabile che attraversa la frazione Milanere fino a giungere a Caselette dove si trova il Castello di Camerletto, dipendente dall’Abbazia di Novalesa. Il cammino francigeno prosegue poi ferso Torino, a valle del castello di Camerletto una strada sterrata si inoltra nei campi che fiancheggia la Dora Riparia e con una piacevole passeggiata si arriva al Ponte Vecchio di Alpignano.

Le fotografie appartengono all’Archivio Fotografico Turismo Torino e Provincia e ci sono state gentilmente concesse dall’Ufficio del Turismo di Torino e Provincia

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