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Essere Fulltimer uno stile di vita moderno

Essere fulltimer è facile? Quale stile di vita ci si appresta ad affrontare? è tutto oro quel che luccica? …

Essere fulltimer uno stile di vita invidiabile?

“Sono un fulltimer.

Amo la natura, la libertà.

Odio le barriere ed i confini, odio le persone e la vita sedentaria.

Amo l’arte e la letteratura.

Odio la televisione fatta di finti reality e fake news.

 

Sono un fulltimer e quando lavoro lo faccio esclusivamente per poter vivere.

Ogni giorno mi alzo sopra un giardino diverso e ho nuovi vicini; mare o montagna la mia casa asseconda il mio umore.

Sono un solitario, un individualista antisociale e scorbutico.

 

Amo la fotografia, passione scoperta visitando luoghi fantastici in ogni angolo d’Europa.

Paesaggi e volti, opere d’arte, animali e città.

Poveretti i miei simili ingabbiati in una cella di mattoni che loro chiamano casa, costretti ogni giorno a sostenere il peso della routine quotidiana.

 

Detesto il superfluo; niente abiti da sera nel guardaroba del mio camper. Niente gingilli inutili, niente di niente che possa appesantire il mio cammino.

 

Sono un fulltimer e ho deciso di intraprendere un cammino all’insegna dell’ecosostenibilità.

Il sole mi da energia, il ruscello acqua fresca in abbondanza, il bosco mi dona un po’ di legna con cui poter cucinare qualche delizioso manicaretto.

Per il freddo invernale una compagna, che mi possa scaldare il cuore, l’anima e il corpo.

 

Non frequento camping a pagamento.

Sono un fulltimer e inorridisco nel vedere decine di camper allineati a non più di 2 metri di distanza l’uno dall’altro, bambini chiassosi animati da patetici animatori, passerelle senza meta di datate modelle.

 

Vesto casual.

Abbigliamento consono ad una vita nomade. Devo essere comodo non elegante!

Non ho lavatrice, non ho asciugatrice e ferro da stiro.

La soluzione è semplice: abbigliamento tecnico da outdoor. In un attimo si lava, non occorre stirarlo, è leggero, pratico, e anche bello da vedere e diciamocelo, fa molto figo.”

 

Ebbene si amici miei, lo ammetto, ho volutamente calcato la mano. Nell’immaginario collettivo il fulltimer è una sorta di eroe moderno, un inguaribile sognatore che in sella al suo metallico destriero sfida le leggi di mercato del mondo attuale. Oppure è il classico lavativo opportunista, il parassita pronto a sfruttare le falle di un sistema in cui tutto si paga a caro prezzo. Per alcuni infine chi sceglie una vita di strada è solo un fallito a cui non occorre dar troppa importanza. Guai ad imitarlo.

Ma io … sono solo un fulltimer.

Girar la chiave per mettere in moto la mia casa su ruote ed i miei sogni è stato relativamente facile.

Cambiare dentro invece è un discorso diverso, occorre lavorare molto su se stessi e l’esito di questa tentata metamorfosi non è per nulla scontato. Occorre, ancora una volta, imparare a camminare, a muoversi in contesti a volte diversissimi fra loro. Ed imparare a parlare, a rapportarsi con il prossimo perché, inutile negarlo, fuori dal nostro territorio, dalla nostra passata quotidianità, ci scopriamo estremamente vulnerabili.

Abbiamo scelto un percorso diverso, probabilmente più complicato o difficile per raggiungere la nostra serenità, ne siamo coscienti ma non siamo spaventati, anzi.

E poi c’è il denaro.

Pura utopia poter pensare di essere così liberi, così indipendenti da non dover fare quotidianamente i conti con il proprio portafogli.

E allora ci si ritrova ad inventarsi anche una nuova professione, a cui occorrerà dedicare tempo, energie e fatica.

Artisti, travel blogger, scrittori, lavoratori stagionali …

Siamo fulltimers, forse abbiamo solo sogni più grandi o forse abbiamo solo una residenza diversa: il mondo.

Diventare Fulltimer la storia di Mauro - Libertà

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